Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Gay & Bisex

Libertà


di Membro VIP di Annunci69.it Nobilis69
24.06.2026    |    1.428    |    4 8.7
""Che succede, Lorenzo? Sei raggiante!" "Succede che ho riesumato il mio sogno, Paolo..."
Che cos'è la libertà?

​Io sono convinto che ciascuno di noi darebbe una definizione propria, un proprio punto di vista che meglio rappresenta il concetto privato che ciascuno ha di libertà.
Ma alla fine, che cos'è essere liberi?

​Lorenzo era un bel giovane di trentacinque anni, figlio unico di due genitori che avevano passato la loro vita a lavorare nell'azienda di famiglia, che avevano reso florida. Esasperando le metafore, era nato con la camicia e vissuto nella bambagia.
Fin da piccolo le frequentazioni erano state del livello che si addiceva a un rampollo benestante; aveva praticato sport d'élite e frequentato le migliori scuole e università. Appena laureato, ovviamente in economia, il posto in azienda era già pronto, con una sedia anche nel consiglio di amministrazione.

Insomma: piatto cotto e tavola apparecchiata.

​Al di fuori del lavoro era tutto un turbinare di eventi mondani, feste e vernissage. Talvolta lui li avrebbe evitati, ma gli onnipresenti genitori lo forzavano ad andarci.
"Devi trovarti una compagna!" diceva il padre. E la madre rincarava la dose: "Quando mi fai un nipotino?"
E Lorenzo obbediva. Perché, alla fine, di obbedienza si trattava. Si sentiva obbligato e riconoscente, e quindi accettava.

​A questi eventi si trovava spesso circondato da belle figliole che se lo volevano accaparrare: bello, alto, con i capelli ricci e un discreto charme. In più, straricco.
Lui si presentava con la sua auto sportiva d'ordinanza e, sempre su quella, andava via di solito accompagnato dalla bellezza di turno. Intendiamoci, non disdegnava affatto quelle compagnie. Si divertiva molto, il ragazzo.
Con Elena, la sorella del suo migliore amico, aveva persino intrapreso una storia, ma i suoi si erano messi in mezzo e il tutto era naufragato.

​Questa, quindi, era la sua vita. Ricca, agiata, ma incastrata in un binario che lui non controllava. In buona sostanza Lorenzo non si sentiva affatto libero, legato a corda doppia a un sistema che, come si muoveva, serrava la corda ancora di più. A voler essere pragmatici, si potrebbe definire Lorenzo come una persona triste, nonostante tutto.

​Poi arrivò quel giorno, anzi, quella notte.
Lorenzo era a letto quando lo svegliò il trillo del cellulare. Era un numero di rete fissa.
"Cazzo, ma anche a quest'ora devono rompere con il telemarketing? Che palle."
"Pronto?"
"Il dottor Lorenzo Rossi?"
"Chi parla?"
"Sono la dottoressa Loretti del pronto soccorso. I suoi genitori sono qui. Potrebbe venire?"
"Ma cosa è successo?"
"Venga. Al telefono non posso dire nulla".
​Lorenzo si vestì in fretta e corse in ospedale.
"Sono Rossi. C'è la dottoressa Loretti?"
"Gliela chiamo", disse l'infermiera, che lo guardò con un'occhiata triste.

"Il dottor Rossi?" Lorenzo si girò. "Sono la dottoressa Loretti. Venga con me".
​Entrarono e la dottoressa lo fece accomodare in una stanza spoglia con una scrivania.

"Dottor Rossi, sono costernata, ma purtroppo devo comunicarle che i suoi genitori sono mancati entrambi a seguito di un grave incidente stradale. Sono arrivati vivi qui, ma purtroppo non c'è stato modo di salvarli. Gravissime lesioni per entrambi. Mi dispiace".
"Oddio santo", disse Lorenzo. "Posso vederli?"
"Certo. Venga con me, ma la avverto che non è un bello spettacolo".
"Certo, immagino. Grazie".

​E così li vide. Ebbe quasi un mancamento, ma si fece forza. Sbrigò tutte le formalità e poi contattò l'impresa funebre.

​Al funerale c'era tutta la città. Dopo la cerimonia fu un turbinio di abbracci, mani strette e baci. La sera, a casa, Lorenzo si ritrovò da solo. Aveva dato la giornata libera alla servitù. Voleva stare da solo.
"E adesso?" si ripeteva in continuazione.
​Dopo qualche giorno fu indetto un consiglio di amministrazione straordinario, nel quale fu votato all'unanimità come presidente. Riprese a lavorare con impegno maggiore di prima. Sentiva la responsabilità dell'azienda.

​Una sera lo chiamò Paolo, il suo amico d'infanzia e fratello di Elena.
"Ciao Lorenzo. Non voglio sentire ragioni. Stasera pizza e birra come ai vecchi tempi".
"Ma... io...".
"Nessun ma. Alle venti passo a prenderti".
​Alle venti precise Paolo era davanti al cancello sulla sua utilitaria di quando erano ragazzi.
"Paolo! Non credevo che il tuo Pandino esistesse ancora!"
"Mi serve per ricordare da dove vengo, caro Lorenzo. Mica sono nato ricco come te!"
Andarono in pizzeria e passarono una serata piacevole.
"Grazie Paolo. Ci voleva una serata così".
"Lo so. E la rifaremo presto".

​Così nacque la consuetudine di vedersi il giovedì per pizza e birra.

Lorenzo si sentiva bene durante quelle serate. Una volta gli uscì una frase:
"Beato te, caro Paolo. Tu sei libero. Io sono ricco, ma non sono mai stato libero".
"Questo lo so", disse Paolo.
"Come fai a saperlo?"
"Ti ho osservato molto in tutti questi anni. Anche quando stavi con mia sorella. Ma non ti ho mai visto veramente felice. Ti sei sempre fatto pilotare dai tuoi. Hai incarnato il loro sogno, ma mai il tuo. A proposito, tu hai un sogno, un desiderio?"
​Lorenzo si rese conto che non sapeva rispondere.
"Ecco, vedi? Il condizionamento che ti hanno fatto ha seppellito il desiderio. Hai vissuto al traino, al guinzaglio. Ora questo collare non c'è più. Devi guardare dentro te stesso".
"E tu? Hai guardato dentro te stesso?"
"Certamente. E cerco sempre di realizzare i miei sogni. Anche in questo momento...".
"Che significa?"
"Ti dirò una cosa. Anzi, ti confesserò una cosa. Io sono gay, Lorenzo. E sono da sempre innamorato di te. Mi ammazzavo di seghe mentre tu ti scopavi mia sorella nella stanza accanto e vi sentivo. Ma non ho mai voluto intromettermi. Ho continuato a tenermi dentro questo sogno. Però sono arrivato al limite della mia resistenza e te lo dovevo dire. Capirei anche che tu non voglia più avere a che fare con me, ma la realtà è questa".
"Accompagnami a casa. Ti prego".
​Pagarono il conto, uscirono e salirono sulla scassatissima Panda di Paolo. Durante il tragitto calò il silenzio. Arrivati a casa, Lorenzo scese.

"Paolo, la tua confessione mi ha francamente colpito, ma tu fai parte della mia vita da sempre per cui... ci vediamo giovedì".
"Ok", disse Paolo.

​Lorenzo, però, durante il tragitto verso casa aveva preso una decisione. La mattina dopo convocò il CdA per il lunedì successivo e poi parlò con il notaio e il commercialista.
​Il lunedì successivo erano tutti lì, in attesa di sentire quello che il Presidente voleva dire loro.
"Carissimi tutti, volevo comunicare che metterò in liquidazione le mie quote dell'azienda. Personalmente detengo il 70% delle quote che vorrei cedere integralmente. Per cui, se tra i soci di minoranza c'è qualcuno che vuole farsi avanti, il momento è ora".
"Ma, dottore, le sue quote, ad oggi, ammontano a quasi cento milioni di euro! Come si trova una cifra così?"
"Trovatela. E la dovete trovare entro domattina, prima che qualche gola profonda faccia trapelare la notizia e il mercato ci distrugga. Se non trovate la cifra, vendo le mie quote al primo che mi offre cento milioni. Il mio non è un ricatto. So quanto siete attaccati all'azienda e non ho dubbi sulla vostra onestà, ma mi preme moltissimo salvaguardare chi lavora per noi e l'indotto che rappresentiamo. A domani, signori".
​Lorenzo era felice. Sapeva che i soci di minoranza avrebbero trovato la cifra. L'indomani, al CdA, fu formalizzata davanti al notaio la cessione delle quote e il trasferimento dei fondi.
"Bene. Grazie a tutti. Sgombero la scrivania".

​"Paolo, sono Lorenzo".
"Ehi! Che succede?"
"Ho bisogno di vederti".
"Quando?"
"Subito, se puoi. A casa mia".
"Arrivo".
​Dopo un quarto d'ora Paolo arrivò a casa di Lorenzo.

"Che succede, Lorenzo? Sei raggiante!"
"Succede che ho riesumato il mio sogno, Paolo. L'avevo seppellito anni fa. Quando mi hai raccontato di te e di tutti questi anni è scattata una molla dentro di me che di colpo mi ha riportato a quando andavamo alle medie. Ti invidiavo, sai? Sempre bello, ben vestito, alla moda. Io invece sempre con la solita camicia, golfino e jeans. E facevo il coglione per farmi notare da te. Volevo stare con te, cazzo! Volevo esserti più che amico. Ecco. L'ho detto. Poi la vita ha avuto il suo perverso corso e adesso siamo qui a fare i conti col passato. Ma da giovedì tutto è tornato fuori. Prepotente e vitale. Per cui ho venduto le mie quote e prima o poi mi troverò qualcosa da fare, ma solo se tu farai parte della mia vita".
"Lorenzo, tu sei pazzo...".

​E Paolo lo abbracciò forte. Poi gli prese la testa tra le mani e lo baciò.
"Vieni con me", disse Lorenzo.
​E insieme salirono in camera da letto. Si baciarono a lungo, come due adolescenti al primo incontro. Poi si spogliarono e, in quel gesto intimo, si resero conto di quanto si desiderassero. Sul grande letto di Lorenzo fecero l'amore come entrambi non avevano mai fatto prima. Si cercarono, si accarezzarono, si morsero. Il loro prendersi vicendevolmente non fece altro che apporre cemento alla loro unione, che non era più solo sesso e sudore, ma comunione vera.

​Al termine, abbracciati ed esausti, Paolo disse:
"E adesso?"
"Adesso siamo liberi, Paolo. Liberi di amarci, di condividerci, di prenderci a pugni e dopo fare l'amore di nuovo. Ecco. Praticamente quello che a me è sempre mancato. Il mio sogno. Ci volevi tu per farmelo capire. E di questo ti sarò sempre grato".
"Ok. Ti va pizza e birra?"
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Libertà :

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni